Alterità (2) - Rodion Romanovic Raskolnikov e la nullificazione dell'altro - XII | Uomini di ogni leva

Alterità (2) - Rodion Romanovic Raskolnikov e la nullificazione dell'altro - XII

breve introduzione al personaggio e ampliamento delle prospettive proposte nel post XI

by Chiara De Lucia

 Nel primo numero di questa rubrica è stato spiegato il perché del suo nome “Uno sguardo nel caos. Gli analfabeti”

Dopo aver impostato la questione del riduzionismo e dell'aggressione dell'altro nel precedente post, è giunto il momento di indicare il motivo del mio pseudonimo, Rodion R. R.

 

Rodion Romanovic Raskolnikov, il protagonista di “Delitto e Castigo”, è un simbolo della nullificazione dell'altro e dei suoi drammatici risultati: la linea principale del romanzo (cronologicamente il primo grande romanzo di Dostoevskij) riguarda proprio l'angosciosa ed enigmatica questione della privazione del senso e della strumentalizzazione.


In un successivo post verrà analizzata approfonditamente la figura di Raskolnikov all'interno della produzione complessiva di Dostoevskij, per ora mi limito a dire che si tratta di un ragazzo “buono”: non è
una di quelle anime sfigurate e disgregate dalla dissoluzione ed ormai perdute irrimediabilmente, tipo Stavrogin o Versilov. Rodion è invece un dilaniato, un Ivan Karamazov più sano, meno colto, ancora salvabile; certamente corroso e fagocitato dai suoi pensieri superomistici, ma non ancora sdoppiato: non ha infatti “scimmia”, non ha Smerdjakov, né le conversazioni allucinatorie con il diavolo (l'ultimo stadio della rovina e del crollo spirituale in Dostoevskij, che raggiungono solo Ivan e Nikolaj Stavogin); al massimo un suo sosia terrificante può forse essere costituito da Svidrigajlov.

  

"Posso essere un Napoleone?", si chiede il giovane studente attanagliato dalla miseria nelle sue notti insonni, affamato, in una stanzetta claustrofobica.

Posso io ridurre l'altro a nulla, fosse anche l'altro più infimo - una vecchia odiosa e crudele vedova, usuraia, parassita sociale dannoso -, nullificarlo e strumentalizzarlo a mio piacimento?

Dostoevskij risponde di no!

Il volo ergo possum è infatti l'aberrazione ribaltante del superomismo che inevitabilmente trasfigura il volto umano della persona che lo vive. E' l'incubo collettivo della nostra società contemporanea (Dostoevskij molto spesso è profetico).

 

Nullificando l'altro da sé, si nullifica sé stessi: non contano le ragioni utilitaristiche, non conta il fatto che sopprimendo la vecchia si possano inverare i più magnifici sogni di progresso sociale umanitario e di solidarismo. Anche questo paradisiaco ideale, apparentemente splendido e giusto, impallidisce d'innanzi all'automostrificazione fatale di chi perpetra la riduzione dell'altro da sé. 

Pensieri apocalittici sciolti: forse vale la pena quindi di domandarsi se riducendo sistematicamente l'altro da noi che è l'animale, non commettiamo anche un Delitto esistenziale verso noi stessi... forse possiamo chiederci se il Castigo non sia in re ipsa... nel vuoto che si sta facendo largo nelle nostre personalità e nello sterile nichilismo che ci divora.

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Alessandro Casini

2011-11-16 15:56:42

a questo punto però, non puoi fermarti quà! l'alterità è un concetto davvero importante e pieno di fascino..ogni giorno costruiamo metafore che inconsciamente (a volte troppo consciamente..) ci mettono in contatto con l'altro..la tua capacità di andare a fondo nel micro per spiegare il mondo è davvero importante (nonchè interessante..), quindi ti esorto ad andare avanti, io continuerò a leggerti!
cordialmente.

2

Rodion R. R.

2011-11-17 10:33:53

Ciao Alessandro, grazie del commento e delle incoraggianti parole.
Anch'io sono convinto come te che l'Alterità e il modo di confrontarci con l'Altro da sé siano concetti veramente importanti.

Spero di poter continuare quanto prima il ciclo, appena ho un po' di tempo rimetto in ordine un po' di materiale sulla questione e lo pubblico.
In questa prima fase mi interessa soprattutto cercare di individuare i rapporti con l'Altro di tipo patologico su vari piani, prendendo in considerazione soprattutto l'uomo, ma con un occhi puntato anche sull'animale.

Spero che continuerai a leggere la rubrica, se ti andasse di commentare o dare qualche altro genere di contributo ne sarei veramente contento.

Buona giornata.

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